Link to Il presidente dell'Enpam Alberto Oliveti finisce al centro di un'indagine della Corte dei Conti. Secondo i magistrati contabili avrebbe percepito compensi non dovuti per quasi 2 milioni di euro. L'ente respinge le accuse e difende la gestione degli ultimi anniIl presidente dell'Enpam Alberto Oliveti finisce al centro di un'indagine della Corte dei Conti. Secondo i magistrati contabili avrebbe percepito compensi non dovuti per quasi 2 milioni di euro. L'ente respinge le accuse e difende la gestione degli ultimi anni
Alberto Oliveti, presidente della Fondazione Enpam, è finito al centro di un procedimento della Corte dei Conti che potrebbe aprire uno dei casi più delicati degli ultimi anni nel mondo della previdenza professionale. Secondo la procura contabile di Roma, il numero uno dell'ente che gestisce le pensioni di medici e odontoiatri avrebbe percepito compensi ritenuti non dovuti per un valore complessivo vicino ai 2 milioni di euro.
L'accusa riguarda presunti danni patrimoniali arrecati alla Fondazione nel corso degli anni attraverso una serie di remunerazioni legate sia alla sua attività di presidente sia agli incarichi ricoperti all'interno di organismi collegati alla gestione del patrimonio Enpam.
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Secondo quanto emerge dagli atti dell'inchiesta contabile, i magistrati contestano a Oliveti due aspetti principali. Il primo riguarda il livello delle retribuzioni percepite negli anni, considerate dalla procura superiori ai parametri ritenuti compatibili con quelli adottati per enti assimilabili a soggetti pubblici. Il secondo riguarda invece i compensi ricevuti per la partecipazione agli organi di gestione dei fondi che amministrano parte del patrimonio dell'Enpam.Per la procura contabile, il presidente avrebbe beneficiato di una doppia remunerazione collegata sostanzialmente alle medesime attività di gestione e controllo. Da qui la contestazione di un danno patrimoniale quantificato in circa 1,97 milioni di euro.
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La vicenda nasce da un precedente fascicolo aperto dalla Procura di Roma con l'ipotesi di peculato. Quel procedimento penale è stato successivamente archiviato dalla magistratura ordinaria, che non ha ravvisato responsabilità penali a carico di Oliveti. Tuttavia, gli atti sono stati trasmessi alla magistratura contabile affinché valutasse eventuali profili di danno erariale o patrimoniale.È proprio da quell'approfondimento che è scaturita l'azione della Corte dei Conti, destinata ora a essere esaminata in sede giudiziaria nei prossimi mesi.
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Oliveti e i suoi legali respingono con decisione tutte le accuse. La linea difensiva si fonda soprattutto sulla natura privata dell'Enpam e dei fondi coinvolti nella vicenda. Secondo la difesa, i compensi contestati sarebbero stati regolarmente deliberati e corrisposti da soggetti distinti dalla Fondazione, circostanza che renderebbe discutibile la stessa competenza della Corte dei Conti sul caso.Anche l'Enpam ha espresso piena fiducia nell'esito del procedimento, ricordando che la magistratura penale aveva già escluso ipotesi di reato e sottolineando i risultati economici ottenuti durante la gestione Oliveti.
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La vicenda assume particolare rilevanza per il peso dell'istituzione coinvolta. L'Enpam rappresenta infatti una delle principali casse previdenziali italiane e gestisce il sistema pensionistico di centinaia di migliaia di medici e odontoiatri.Durante la presidenza Oliveti il patrimonio della Fondazione è cresciuto sensibilmente, passando da circa 11 miliardi a oltre 30 miliardi di euro secondo i dati diffusi dall'ente. Un risultato che i vertici della Fondazione citano come prova della solidità della gestione e della correttezza delle scelte adottate negli ultimi anni.
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La parola definitiva spetterà ora ai giudici contabili. L'udienza di merito è attesa dopo l'estate e sarà chiamata a chiarire se le somme contestate possano effettivamente configurare un danno patrimoniale per la Fondazione oppure se le argomentazioni della difesa siano sufficienti a escludere qualsiasi responsabilità.Per Oliveti si tratta di una delle sfide più delicate della sua lunga esperienza alla guida dell'Enpam. Per il mondo medico, invece, il caso rischia di riaprire il dibattito sulla governance delle casse previdenziali private e sui compensi dei loro vertici, in un momento in cui il tema della sostenibilità del sistema pensionistico professionale è sempre più centrale nel confronto pubblico.
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