Il Senato ha dato l'ok alla riforma della legge elettorale, che ora ritorna alla Camera per una terza lettura. Poco prima del voto finale, i senatori dell'opposizione hanno manifestato il loro dissenso esponendo cartelli con la scritta: "No alla legge inganno".
Dopo l'approvazione da parte del Senato, la ministra delle Riforme, Elisabetta Casellati, ha dichiarato ai giornalisti: "Non vedo ostacoli, sono fiduciosa che passerà anche alla Camera, non credo ci siano rischi di cambiamenti, non mi sembra". Alla domanda sulla possibilità di porre la fiducia alla Camera, la ministra ha risposto: "Non lo so, procediamo un passo alla volta".
Tutte le forze di opposizione si sono dichiarate contrarie alla riforma, a partire dal Pd. Il capogruppo del Pd, Francesco Boccia, ha criticato: "Avete previsto che il 42% possa ottenere un premio di 70 deputati e 35 senatori, ma che idea di democrazia è questa? Volete eleggere da soli il presidente della Repubblica, ma che concezione avete della democrazia?".
Luca Pirondini, capogruppo del M5s, ha definito la riforma una "legge inganno", mostrando un fac-simile di una scheda elettorale con la scritta 'Fratelli di casta'.
Anche Azione di Calenda ha votato contro, con il leader che ha spiegato: "Le ragioni principali non riguardano la soglia del premio, che penso si ritorcerà contro di voi, o l'indicazione del presidente del consiglio, ma una questione più profonda: questa legge perpetua uno scontro costante che dura da 30 anni e che sarebbe ora di superare, archiviando questo bipolarismo".
Contrario anche Italia Viva, con il senatore Matteo Renzi che ha criticato: "Non cambiate la legge per la stabilità, ma perché temete di perdere alle prossime elezioni. L'ultima volta non avete vinto grazie al Rosatellum, ma perché la sinistra non era unita".
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