Mike Huckabee, ambasciatore statunitense in Israele, ha espresso una forte condanna per gli eventi a Qusra, Cisgiordania. Parlando dell'assedio alle case palestinesi da parte dei coloni israeliani, ha descritto l'episodio come un «terribile atto di terrorismo», accusando i coloni di voler intimidire e perseguitare i residenti locali.
«Non c'è giustificazione per un comportamento così aggressivo», ha scritto Huckabee su X. La questione è particolarmente rilevante per gli Stati Uniti poiché una delle case coinvolte appartiene a un cittadino americano-palestinese.
Secondo l'Associated Press, le tensioni si concentrano nelle aree di Qusra e Jalud, in Cisgiordania. L'esercito israeliano ha dichiarato di aver allontanato civili israeliani che occupavano illegalmente case e terreni palestinesi. La polizia di frontiera ha rimosso una tenda vicino alle abitazioni e ha dichiarato l'area zona militare chiusa.
Le immagini dell'AP mostrano giovani che smantellano un muro di pietra e usano i materiali per bloccare l'accesso alla casa di Loui Ridi, cittadino americano-palestinese. Davanti ad alcune abitazioni sono stati posti mobili e altri oggetti per impedire l'ingresso. Nei video si vedono momenti di tensione tra coloni e militari israeliani, senza un'immediata evacuazione completa.
Ridi, parlando dall'Ohio con l'Associated Press, ha raccontato che suo fratello e il nipote adolescente sono rimasti intrappolati in casa, con difficoltà a procurarsi cibo e acqua. Ha riferito che le intimidazioni durano da mesi e sono peggiorate di recente, con interruzioni di acqua ed elettricità e danni causati dal lancio di pietre.
La nuova crisi in Cisgiordania si sviluppa mentre la tensione rimane alta su più fronti. A Gaza, Hamas ha condannato un recente raid aereo israeliano che, secondo Al Jazeera, ha causato un morto e diversi feriti. Il gruppo palestinese avverte che l'operazione potrebbe compromettere i tentativi diplomatici di raggiungere una tregua duratura.
Nel nord, emergono disaccordi tra Washington e il governo israeliano sulla presenza militare futura nel sud del Libano. Secondo il Times of Israel, l'amministrazione Trump ritiene che una presenza permanente delle forze israeliane sia incompatibile con gli accordi esistenti e non garantirebbe stabilità a lungo termine.
Una posizione in contrasto con quella del ministro della Difesa israeliano Israel Katz, che durante una visita alle truppe nel sud del Libano ha affermato che Israele non si ritirerà dalle aree considerate essenziali per la sua sicurezza in Libano, Siria e Gaza, sostenendo che la presenza militare potrebbe continuare indefinitamente nelle cosiddette «zone di sicurezza».
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